FRAMARINO DEI MALATESTA FAMIGLIA

La terra di Bari, fra l’altro, si onora di aver ospitato illustri e nobilissimi casati, non pochi dei quali vantano campioni che la storia d’oro della Nazione annovera fra i suoi uomini più preclari.

Una delle famiglie che ancora oggi rappresenta nella nostra Provincia l’espressione più autentica dell’aristocrazia del sangue e dello spirito è senza dubbio quella dei Framarino dei Malatesta che attualmente risiede in Giovinazzo.

Essa trae le sue origini da Rimini di Romagna e si fregia dei titoli di conte e di duca e dei sovrani ordini militari di Malta e di San Giacomo di Spagna.

La famiglia Framarino è direttamente discendente dai Malatesta di Rimini che conta nei suoi diversi rami uomini insigni, giuristi, patrioti e uomini d’arme. Il capostipite è quel Sigismondo Pandolfo Malatesta che fu valorosissimo condottiero del 400, inventore delle bombe incendiarie ed ideatore di quella gloriosa gemma dell’architettura della Rinascenza, che porta il segno del genio creativo di Leon Battista Alberti e che sorse in onore di Isotta da Rimini, moglie amatissima del veggente precursore degli odierni mezzi di guerra.

All’antico ed originario cognome Malatesta si aggiunse nel 1500 quello di Framarino in omaggio a Framarino Malatesta, cavaliere di Malta, Balì di Santo Stefano e Commendatore di Faggiano.

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Nel 1800 Giuseppe Framarino dei Malatesta, celebre avvocato per avere spiritualmente aderito alla Rivoluzione Francese, ebbe confiscati tutti i suoi beni e fu costretto a rifugiarsi in Albania unitamente alla consorte Maria Mininni, di Palo del Colle, signora appartenente anch’ essa a nobile e distinta famiglia di quel paese.

In pochi anni l’esule seppe rifare, grado a grado, la sua fortuna.

Una delle figure contemporanee ed eminenti della illustre Casa è certamente Nicola Framarino, patrizio di Giovinazzo, il quale morì nel 1914.

Si era addottorato in Legge a Napoli dopo aver compiuto i suoi studi universitari a Pisa.

Coltivò con passione le discipline giuridiche e fu autore di pregevoli pubblicazioni scientifiche, filosofiche e letterarie. Una raccolta di versi importantissimi egli compose nella sua prima giovinezza sotto il titolo di « Sospiri e Canti ». Egli meritò allora le particolari lodi del poeta padovano Zanella.

Sociologo profondo e oratore brillante e facondo, Nicola Framarino ha legato con opere egregie il suo nome alla Terra di Puglia ed alla Patria.

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Di lui, così parla, fra l’altro, Giuseppe Lembo nel libro sulle figure scomparse del Foro Barese:

« In materia giuridica, col titolo di « Studio », pubblicò un lavoro « Sulla comunicazione delle circostanze del delitto ». Francesco Carrara diede uno splendido giudizio su questo lavoro, che fu pubblicato da quasi tutti i giornali giuridici ».

Salomone Mayer, illustre giurista tedesco, e l’eminente giurista viennese Basilio Iannella diedero pure giudizi lusinghieri su questo lavoro.

Il Framarino diede alla stampa anche la « Logica delle prove criminali », due volumi di grande importanza scientifica.

Le opere del Framarino furono tradotte in varie lingue, e all’estero, trovarono favore più che in Patria.

Si ricordano di lui un dotto discorso politico, che egli non pronunziò, ma diede alle stampe in occasione della sua candidatura a deputato, e la mirabile commemorazione di Edoardo Marano, che, elevatosi per proprio merito, dalla sua umilissima condizione, lasciò il suo patrimonio all’Ospizio di Giovinazzo, dove era stato raccolto ed educato.

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Nella vicina Giovinazzo risiede, unico discendente della nobile stirpe, unitamente al fratello Nicola, l’Ing. Giuseppe Framarino che riveste molte cariche pubbliche ed onorifiche. Egli è Direttore dell’Orfanotrofio provinciale Vittorio Emanuele II, dell’annessa scuola di Avviamento al Lavoro e dell’ annesso Istituto artistico Industriale.

Per alcuni anni dimorò a Milano dove fu assistente in quel Regio Politecnico.

In Piemonte fu anche direttore di miniera. Uomo di molte virtù e degno continuatore del fulgido retaggio dei suoi avi, è un autentico Fascista ed è anche Ispettore onorario ai Monumenti.

Servì la Patria in armi nel R. Esercito col grado di tenente. Fa parte delle Organizzazioni Giovanili del Regime e della Milizia. Egli infatti è centurione della Guardia Armata della Rivoluzione ed ha il Comando di una Legione Giovanile.

Vivono anche un fratello suo Nicola, nato nel 1904, e le sorelle Maria Luisa, Olga e Maria Teresa.

Tratto da “Puglia d’Oro”


L’edizione originale è disponibile nel volume “Puglia d’Oro” pubblicato dalla Fondazione Carlo Valente onlus con Edizioni Giuseppe Laterza srl, come ristampa dei tre volumi curati negli anni 1935, 1937 e 1939 da Renato Angiolillo.

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